COME IL BATTITO DEL BATTERE DEI DENTI
Lettura/concerto da Gli enervati di Jumièges (peQuod 2007)
Testi e voce: Roberta Bertozzi
Musiche: Stefano Fariselli
Scena: Giordano Giunta
Antonin Artaud scrisse che «Ogni vero linguaggio / è incomprensibile, / come il battito / del battere dei denti»: ogni linguaggio, quando nasce da una urgenza è disarticolato e irruente, traduce solo la gestualità dell’espressione, si condensa in puro ritmo. Da questa suggestione nasce l’idea di una lettura/concerto dove la poesia possa risuonare a partire dai suoi valori ritmico musicali prima ancora che significativi: dove le parole emergano in tutta la loro forza di pulsione, come spinta nell'arresto.
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LO SDRUCCIOLO CUORE CHE IN ME È RIBELLE
Letture da poetesse del Novecento
Testi di Amelia Rosselli, Marina Cvetaeva, Fernanda Romagnoli, Sylvia Plath, Anna Achmatova, Wislava Zwimborska
Voce: Roberta Bertozzi
Musiche: Giampiero Cignani
Scena: Giordano Giunta
Una lettura dedicata ad alcune autrici del Novecento poetico, un incontro con la loro scrittura dalla potenza bruciante e iniziatica, davanti alla quale occorre farsi ospiti silenziosi, presenti solo d’ascolto.
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A LETTERE MINUSCOLE
laboratorio di poesia per bambini
Il principio su cui è cresciuta questa idea di laboratorio è quello di suggerire ai bambini cosa distingue la lingua della poesia dagli altri codici linguistici, di che tipo di intensità essa è veicolo, come essa non possa darsi a prescindere dalla musicalità, dalla cadenza, dalla densità fisica e al contempo metafisica delle parole di cui è composta. Perché la poesia è innanzitutto una pratica profonda della conoscenza di sé e del mondo, una dimensione dell’ascolto e della partecipazione, una disciplina della presenza e dell’espressione.
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PRIMA CHE LE PAROLE
Appunti da una esperienza del Novecento
Testi di Marina Cvetaeva, Boris Pasternak, Amelia Rosselli, Vittorio Sereni, Eugenio Montale, Mario Luzi, Giorgio Caproni, Andrea Zanzotto
voce e dialoghi Roberta Bertozzi
musiche Giampiero Cignani
Nel Novecento i poeti devono confrontarsi con spinte e forze che non sono immediatamente verbali, che non hanno immediatamente a che fare con le parole: queste forze diventano a poco a poco parte integrante della rappresentazione poetica, suo nodo problematico, suo motore, in una prospettiva comune alle altre arti, dove si assiste a un progressivo ridursi della narrazione in favore della narratività insita nello stesso processo creativo.
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VIATICO POESIA
laboratorio di lettura, prassi, scrittura poetica
Scriveva Renè Daumal ne Il Monte Analogo: «…per raggiungere la cima bisogna andare di rifugio in rifugio. Ma prima di lasciare un rifugio, si ha il dovere di preparare gli esseri che devono venire a occuparvi il posto che si lascia. E solo dopo averli preparati, si può salire più in alto. Per questo, prima di lanciarci verso un nuovo rifugio, abbiamo dovuto ridiscendere per trasmettere le nostre prime conoscenze ad altri ricercatori…».
